Come richiedere il cambio di residenza a Milano: procedura, documenti e tempi
La domanda va fatta entro 20 giorni dal trasferimento, online con SPID o CIE. L'iscrizione arriva in 2 giorni lavorativi, i controlli durano fino a 45.

- Obbligo entro 20 giorni dal trasferimento, iscrizione in 2 giorni lavorativi
- Si fa online sul portale ANPR con SPID o CIE, oppure allo sportello su appuntamento
- Serve l'assenso del proprietario o di chi affitta, più i documenti di tutto il nucleo familiare
- Il Comune ha fino a 45 giorni per i controlli della Polizia Locale: se vanno male, la residenza salta
Chi può fare la domanda e chi no
Il servizio è rivolto a persone italiane e straniere che arrivano da un altro Comune italiano o cambiano indirizzo all'interno di Milano, e alle persone italiane rientrate dall'estero se iscritte all'AIRE, come indica il Comune di Milano sulla sua pagina dedicata.
Chi cambia città o indirizzo deve comunicarlo all'Ufficio Anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento. Non è una scadenza amministrativa qualsiasi: è un obbligo di legge, e superarlo non blocca la domanda ma espone a conseguenze (vedi più avanti).
Per i cittadini stranieri provenienti dall'estero la procedura cambia: la richiesta si presenta tramite il servizio dedicato della Prefettura di Milano, con riferimento alle indicazioni del 27 maggio 2013, e la modulistica va scaricata e compilata prima di procedere con la domanda online.
I passaggi, in ordine
- Accesso al portale. Per cittadini italiani o stranieri già residenti in Italia che si spostano da un altro Comune o cambiano indirizzo a Milano, la domanda si fa online sul portale dell'Anagrafe Nazionale (ANPR), con SPID o CIE.
- Compilazione del modulo. Si inseriscono i dati di tutto il nucleo familiare che si trasferisce: nome, cognome, grado di parentela, data di nascita, codice fiscale, ed eventuale titolarità di patente e di un veicolo.
- Caricamento documenti. Si allegano i documenti d'identità e, a seconda dei casi, l'assenso del proprietario o il contratto di locazione.
- Invio e ricevuta. Dopo l'invio arriva una conferma; da quel momento partono gli effetti giuridici dell'iscrizione.
- In alternativa, sportello su appuntamento. Se la richiesta si presenta allo sportello, serve la presenza di tutte le persone maggiorenni del nucleo familiare interessato alla pratica. Chi non può essere presente deve delegare con procura speciale chi si presenta: i moduli per la procura e per l'assenso all'ospitalità sono disponibili nella mail di riepilogo dell'appuntamento o presso qualsiasi sede anagrafica.
I documenti da portare
L'elenco varia secondo la situazione abitativa e la composizione del nucleo:
- documento d'identità in corso di validità di ogni componente maggiorenne;
- copia del contratto di locazione registrato, oppure verbale di consegna dell'immobile per l'edilizia residenziale pubblica, oppure contratto di comodato d'uso gratuito, oppure contratto di lavoro per chi vive presso il datore (colf e badanti), oppure dichiarazione di assenso nel caso di ospitalità;
- se la richiesta comporta l'aggregazione nello stesso stato di famiglia di una persona già residente allo stesso indirizzo, serve l'assenso dell'aggregante;
- per i minori che si trasferiscono con un solo genitore: dichiarazione di assenso dell'altro genitore e dichiarazione sulle generalità del genitore assente, disponibili sul sito del Comune.
Chi lavora come collaboratore domestico presso il proprietario o l'affittuario dell'immobile deve presentare anche la copia del contratto di lavoro, come precisa il Comune nella sezione dedicata del centro supporto.
Quanto costa
Il servizio non prevede un costo: la richiesta di cambio di residenza è gratuita, sia online sia allo sportello.
Quanto tempo ci vuole davvero
L'iscrizione anagrafica avviene nei due giorni lavorativi successivi alla dichiarazione. Gli effetti giuridici partono subito, dalla data di presentazione della domanda: significa che da quel momento la nuova residenza vale già per i rapporti con gli altri uffici pubblici.
Non finisce lì, però. A seguire, il Comune accerta la sussistenza dei requisiti previsti, e questo controllo — affidato alla Polizia Locale — può durare fino a 45 giorni dalla dichiarazione. Se l'accertamento dà esito negativo, il procedimento si interrompe e la residenza registrata viene annullata.
Cosa va storto
L'errore più comune è presentare la domanda senza l'assenso di chi affitta o possiede l'immobile, oppure senza il consenso di chi è già residente allo stesso indirizzo quando non c'è un vincolo di parentela: la pratica resta incompleta e il Comune chiede un'integrazione, allungando i tempi.
Un secondo problema riguarda i controlli: se l'agente della Polizia Locale non trova nessuno in casa all'indirizzo dichiarato, o se l'abitazione non corrisponde a quanto scritto nella domanda, l'esito è negativo e la residenza salta, con effetto retroattivo dalla data di presentazione.
Infine, non va dimenticato un adempimento collegato: quando si cambia indirizzo o residenza va dichiarata la nuova situazione abitativa ai fini della TARI, la tassa rifiuti. Chi non lo fa rischia di restare intestatario della tassa nella vecchia casa, o di non risultare tassato nella nuova, con conseguenze da regolarizzare in un secondo momento.
Dove si fa
La domanda si presenta online sul portale dell'Anagrafe Nazionale con SPID o CIE, oppure allo sportello dell'Ufficio Anagrafe su appuntamento. Per i cittadini stranieri provenienti dall'estero esiste un servizio dedicato sul sito del Comune di Milano, con modulistica scaricabile da compilare prima dell'invio della domanda online.

