Come spostare la residenza a Milano: procedura, documenti e tempi
Chi si trasferisce a Milano ha 20 giorni di tempo per comunicarlo all'Anagrafe. Ecco come fare online, chi può farlo e cosa serve.

- Il termine è di 20 giorni dal trasferimento effettivo nella nuova abitazione
- La via principale è online tramite il portale ANPR con SPID, CIE o CNS
- L'iscrizione anagrafica avviene nei due giorni lavorativi successivi, poi il Comune fa gli accertamenti
- Serve il titolo che giustifica l'occupazione dell'alloggio: contratto registrato, atto di proprietà o assenso del proprietario
Chi trasloca a Milano, o cambia casa dentro la città, deve dirlo all'Anagrafe. Il termine è preciso: entro 20 giorni dal trasferimento effettivo nella nuova abitazione, come indica il sito del Comune di Milano nella pagina dedicata alla richiesta di residenza. Non conta quando si sono sistemate le utenze o finito il trasloco: conta il giorno in cui la nuova casa è diventata la dimora abituale.
Chi può farlo e chi no
Il servizio, spiega il Comune, è rivolto a persone italiane e straniere che arrivano da un altro Comune italiano o cambiano indirizzo all'interno di Milano e alle persone italiane che sono rientrate in Italia dall'estero (se iscritte all'AIRE). Chi arriva dall'estero come cittadino straniero ha invece una procedura dedicata, diversa da quella ordinaria.
Per presentare la domanda online occorre essere maggiorenni. Chi va allo sportello, invece, deve sapere che è richiesta la presenza di tutte le persone maggiorenni del nucleo familiare interessato alla pratica. Nel caso in cui una persona maggiorenne non possa essere presente, dovrà delegare con procura speciale la persona che si presenta.
I passaggi, in ordine
- Accesso al portale. Per accedere al servizio occorre collegarsi al sito dell'Anagrafe Nazionale ed essere in possesso di SPID o CIE.
- Scelta del servizio giusto. Dal portale si sceglie tra cambio di residenza da altro Comune, cambio di indirizzo dentro Milano, oppure iscrizione per chi rientra dall'AIRE.
- Compilazione della dichiarazione. Si inseriscono i dati di tutto il nucleo familiare coinvolto, l'indirizzo di arrivo e il titolo che giustifica l'occupazione dell'alloggio (proprietà, affitto, comodato, ospitalità).
- Invio e numero di pratica. Alla fine della compilazione la domanda viene inviata e il sistema rilascia una conferma.
- Controlli dell'Ufficio Anagrafe. Dopo l'invio parte la fase di accertamento: il Comune verifica che la persona abiti davvero all'indirizzo dichiarato.
In alternativa resta lo sportello, su appuntamento, presso l'Ufficio Anagrafe o le delegazioni anagrafiche di zona.
I documenti da portare
- Documento d'identità valido di tutti i componenti del nucleo coinvolti nella pratica.
- Titolo che giustifica l'occupazione dell'alloggio: contratto di locazione registrato, atto di proprietà, contratto di comodato d'uso gratuito o, in caso di ospitalità, l'assenso di chi già vi risiede.
- Per chi possiede veicoli, patente di guida e libretto di circolazione, da indicare nella dichiarazione.
- Per i minori, nei casi previsti, la dichiarazione di assenso dell'altro genitore o la dichiarazione di generalità del genitore assente.
Quanto costa
La presentazione della dichiarazione di residenza è gratuita: non è previsto un pagamento per attivare la pratica online né allo sportello.
Quanto ci vuole
Il Comune indica che l'iscrizione anagrafica avviene nei due giorni lavorativi successivi alla dichiarazione, dopo di che il Comune accerta la sussistenza dei requisiti previsti. Significa che l'iscrizione è immediata (due giorni), ma resta provvisoria fino alla conclusione degli accertamenti: se l'esito è negativo, la pratica si blocca e torna indietro.
Cosa va storto
L'errore più comune è presentare la domanda con documenti incompleti o sbagliati: contratto d'affitto non allegato, numero civico o interno indicato male, assenso del proprietario mancante, componenti del nucleo familiare inseriti in modo scorretto. Ognuno di questi errori rallenta la pratica o la fa respingere, costringendo a ripartire da capo. Un altro errore frequente è presentare la domanda troppo presto, prima di abitare davvero all'indirizzo: il Comune può fare un sopralluogo e, se la casa risulta vuota, la pratica si interrompe.
Dove rivolgersi
La richiesta online si fa dal portale dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), raggiungibile anche dalla sezione Residenza del sito del Comune di Milano. Per chi preferisce lo sportello, occorre prenotare un appuntamento presso l'Ufficio Anagrafe o una delegazione anagrafica di zona.


