TARI a Milano: quando dichiarare il cambio casa e come correggere una bolletta sbagliata
Chi trasloca a Milano ha 90 giorni per dichiarare la variazione TARI. Tariffe 2026, riduzioni automatiche e cosa fare se la bolletta è sbagliata.

- <parameter name="valore">90 giorni di tempo per dichiarare nuova occupazione
- cessazione o variazione di metratura
Chi cambia casa a Milano, aumenta o riduce la metratura dichiarata, o ospita qualcuno che non fa parte del nucleo anagrafico, deve avvisare il Comune: la TARI non si aggiorna da sola. Il termine è di 90 giorni e chi lo sforza rischia di pagare la tassa sulla casa vecchia più a lungo del dovuto.
Quando scatta l'obbligo di dichiarare
Il Comune di Milano lo scrive chiaro: ogni cambiamento della situazione abitativa incide sulla tariffa e richiede una dichiarazione. Ogni cambiamento della situazione abitativa incide sulla tariffa Tari e richiede la presentazione della dichiarazione di nuova occupazione, di cessazione di occupazione, di variazione del numero di occupanti non residenti o di metratura. Il termine per farlo è fissato dal modulo ufficiale: la dichiarazione di variazione va presentata entro 90 giorni dalla data in cui sono intervenute modificazioni dei dati dichiarati.
Non tutte le variazioni vanno dichiarate di persona. Le variazioni dei componenti del nucleo familiare per chi risiede a Milano sono rilevate d'ufficio e pertanto non occorre presentare alcuna dichiarazione. Diverso il caso di chi convive senza essere residente: i dati identificativi e le relative variazioni delle persone che, pur non facendo parte del nucleo familiare anagrafico, dimorano nella stessa unità immobiliare, devono essere dichiarati entro il bimestre nel quale avviene la variazione.
Per negozi e uffici (utenze non domestiche) i termini cambiano a seconda del verso della variazione: se la superficie è aumentata si dichiara entro 90 giorni, se è diminuita entro il bimestre in cui avviene l'evento. Chi fonde o frazionia due o più unità immobiliari deve indicare i dati catastali delle nuove unità per non incorrere in una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.
Come si presenta: passaggi e indirizzi
- Online: per privati l'accesso al servizio richiede SPID; per le persone giuridiche iscritte a Infocamere serve l'ID Azienda assegnato dal Comune di Milano.
- Se il servizio online non funziona: si scarica il modulo e lo si invia tramite PEC a tassarifiuti@pec.comune.milano.it o email a tassarifiuti@comune.milano.it, allegando dichiarazione e documentazione di supporto (planimetria catastale o contratto di locazione).
- Sportello: si consegna a mano il modulo compilato con i documenti al Protocollo Generale del Comune di Milano, in via Larga 12 (accesso da via Pecorari 3), senza appuntamento.
- Posta: si può inviare tramite raccomandata A/R al Servizio Tassa Rifiuti, via Silvio Pellico 16, 20121 Milano. Le dichiarazioni inviate con questa modalità saranno considerate presentate nel giorno di spedizione.
- Se il termine è già scaduto: resta la via della dichiarazione tardiva, con gli stessi canali (PEC, email, sportello, posta).
Quanto costa: la tariffa 2026
La Tari si compone di una quota fissa e di una variabile, più l'addizionale Tefa, pari al 5% del tributo, dovuto alla Città Metropolitana di Milano. La quota fissa si calcola sulla superficie dell'alloggio, la quota variabile sul numero di occupanti. Il calcolo Tari 2026 è effettuato sulla base delle tariffe approvate con delibera del Consiglio Comunale n. 76 del 23 luglio 2026.
| Componenti nucleo | Quota fissa (€/mq/anno) | Quota variabile (€/anno) |
|---|---|---|
| 1 | 1,259401 | 95,101238 |
| 2 | 1,479796 | 183,327688 |
| 3 | 1,652964 | 234,888601 |
| 4 | 1,794646 | 297,907494 |
| 5 | 1,936329 | 332,281435 |
| 6 o più | 2,046526 | 389,571338 |
Due case uguali per metratura pagano diverso perché la quota variabile cresce con gli occupanti, mentre quella fissa cambia poco. Rispetto al 2021, la componente tributaria comunale della bolletta si riduce complessivamente del 16,5%, con un percorso progressivo: -4% nel 2022, -9,50% nel 2025 e un ulteriore -3% nel 2026.
Le riduzioni automatiche
Non serve fare domanda per tre sconti che il Comune applica da solo in bolletta:
- Under 30: riduzione del 25% della parte variabile per i giovani fino a 30 anni che vivono in abitazioni fino a 100 mq, applicata automaticamente senza necessità di richiesta. Nel 2026 l'agevolazione raggiunge oltre 30mila giovani a Milano.
- Famiglie numerose: -25% della parte variabile per i nuclei di almeno 4 componenti in alloggi fino a 120 mq.
- Famiglie con minori o anziani: -10% (fino a 15 euro) per famiglie di 2 o 3 componenti con minori in alloggi fino a 80 mq o con un componente ultrasettantacinquenne.
Se la bolletta è sbagliata
Per segnalare un errore o chiedere una verifica sulla propria posizione, il Comune mette a disposizione un form dedicato: si compila il form corrispondente alla propria tipologia di utenza e si può chiedere informazioni e verifiche sulla propria posizione Tari. Lo stesso canale (online o telefonico tramite il servizio Info Tributi) va usato anche da chi riceve ancora avvisi intestati a chi ha traslocato. Alla data di questo controllo (16 ottobre 2026) il Comune non pubblica un termine fisso di risposta a queste richieste: chi ha dubbi importanti, soprattutto se si tratta di importi contestati su più annualità, può valutare l'assistenza di un patronato o di un commercialista.
Cosa va storto
L'errore più costoso è arrivare in ritardo con la cessazione. Se la dichiarazione di variazione in diminuzione è presentata in ritardo, si presume che l'utenza sia variata alla data di presentazione, salvo che l'utente dimostri con idonea documentazione la data di effettiva variazione. In pratica: chi trasloca a gennaio ma dichiara a luglio rischia di pagare la Tari sulla vecchia casa fino a luglio, a meno di produrre un contratto o un atto che provi la data reale del trasloco. La mancata osservanza dei termini comporta inoltre l'applicazione di sanzioni.


