Casa e tributi · Milano

Come pagare la Tari a Milano: procedura, documenti e tempi

Niente F24 né MAV: a Milano la Tari si paga solo con i codici dell'avviso PagoPA. Scadenze, canali e l'errore che fa perdere tempo.

A corner house near Porta Genova Station, Milan, Italy
Foto d'archivio · Foto I would appreciate being notified if you use my work outside Wikimedia. More of / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Il saldo Tari 2026 scade il 4 dicembre 2026, l'acconto scadeva il 10 luglio
  • A Milano non si usa l'F24: solo i codici PagoPA indicati nell'avviso
  • Si paga online, in banca, dal tabaccaio, in ricevitoria o agli sportelli postali
  • Chi non riceve l'avviso deve controllare il Fascicolo del Cittadino prima della scadenza

Chi deve pagare e chi no

La Tari la paga chi occupa l'immobile o l'area scoperta capace di produrre rifiuti: non conta se è proprietario o inquilino, conta chi ci vive o ci lavora. Per gli affitti la regola nazionale (legge di Stabilità 2014, comma 641) è questa: se il contratto supera i 6 mesi paga l'inquilino, sotto i 6 mesi paga sempre il proprietario. È tenuto a pagare la Tari l'inquilino che ha sottoscritto un contratto di locazione superiore a 6 mesi: sotto questa scadenza, l'imposta è sempre a carico del proprietario.

Non si paga per le case vuote: la Tari non è dovuta per le case vuote, effettivamente non abitate, non arredate e con utenze non allacciate.

I passaggi, in ordine

A Milano non si presenta nessuna domanda: il Comune calcola l'importo e manda l'avviso. Tu devi solo scegliere come e quando pagare.

  1. Aspetta l'avviso PagoPA: arriva per posta, via mail o nel Fascicolo del Cittadino. Non serve chiederlo.
  2. Scegli come pagare: in due rate (acconto più saldo) o in un'unica soluzione a fine anno. Se scegli di pagare l'acconto, al saldo pagherai il debito residuo; se scegli di NON pagare l'acconto, con il saldo pagherai l'importo totale per l'anno in un'unica soluzione.
  3. Paga con i codici dell'avviso: il pagamento va effettuato con PagoPa online su comune.milano.it/pagatari, su comune.milano.it/fascicolocittadino, sull'home banking della tua banca alla voce "CBILL" oppure "PagoPA – IUV"; di persona agli sportelli bancari, dal tabaccaio, in ricevitoria, presso i bancomat abilitati o gli sportelli postali.
  4. Se vuoi, attiva la domiciliazione: l'addebito parte in automatico alle scadenze successive, senza bisogno di ripetere la richiesta ogni anno.

Documenti da avere pronti

Per pagare con i canali ordinari basta l'avviso con il codice IUV: non serve portare altro. Le cose cambiano solo se paghi dall'estero con bonifico: in quel caso servono il numero dell'avviso, il codice fiscale o partita IVA dell'intestatario del tributo, nome e cognome dell'intestatario e il tributo pagato, e poi va inviata copia della ricevuta del bonifico a ele.riscopagamenti@comune.milano.it.

Quanto costa e quando scade

L'importo non è uguale per tutti: dipende da metri quadri e occupanti per le case, dalla categoria di attività per negozi e uffici, e lo calcola il Comune. Le due scadenze dell'anno sono fissate così: l'acconto, emesso tra fine maggio e giugno, con scadenza il 10 Luglio, e il saldo, in emissione tra fine ottobre e novembre, con scadenza il 5 dicembre (per il 2025; per il 2026 il Comune ha indicato il 4 dicembre come termine del saldo). L'acconto non è un importo a caso: è calcolato applicando il 60% delle tariffe vigenti l'anno precedente, secondo quanto previsto dal Regolamento TARI, come modificato dalla deliberazione di Consiglio Comunale n. 2 del 29.01.2024; il saldo è calcolato applicando le tariffe approvate nell'anno in corso.

Quanto tempo ci vuole

Online il pagamento si chiude in pochi minuti e la ricevuta arriva subito. L'unica attesa reale è quella dell'avviso: chi non ha email né PEC riceve il bollettino cartaceo con spedizioni che partono da fine ottobre.

Cosa va storto

L'errore più comune è portare l'abitudine di altri Comuni: a Milano non si paga con F24, MAV o bollettino postale generico. Per il pagamento usa i codici indicati nell'avviso. Non usare F24, MAV o bollettini. Chi li usa rischia di pagare un codice tributo sbagliato o di vedersi il versamento non riconosciuto.

Secondo errore: dimenticare che saltare l'acconto non vuol dire saltare la Tari, vuol dire spostare tutto l'importo annuo sul saldo di dicembre. Terzo: chi vuole attivare la domiciliazione deve farlo entro le finestre indicate sull'avviso, altrimenti l'addebito automatico parte solo dall'anno successivo, non da quello in corso.

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