Come chiudere la TARI a Milano: procedura, documenti e tempi
Chi lascia o vende casa a Milano deve dichiarare la cessazione TARI entro il bimestre: ecco modulo, documenti e canali di invio.

- La cessazione va dichiarata entro l'ultimo giorno del bimestre in cui si lascia l'immobile
- Non si chiude se restano utenze attive di luce, gas o acqua
- Si può fare online con SPID/CIE/CNS, via PEC, per posta o allo sportello
- Chi presenta la domanda in ritardo deve dimostrare con documenti la data effettiva di rilascio
Chi lascia, vende o smette di usare un immobile a Milano deve chiudere la TARI con una dichiarazione di cessazione. Non è automatico: se non la presenti, l'avviso di pagamento continua ad arrivare anche per l'immobile che non occupi più.
Chi può farlo e chi no
Il servizio, come indica lo Sportello Digitale del Comune, è rivolto a tutti i soggetti interessati in possesso dei requisiti previsti. In pratica: proprietario, usufruttuario, locatario, comodatario o erede dell'immobile che ha lasciato o venduto.
C'è però un limite che molti ignorano: non devi dichiarare la cessazione se nell'immobile rimangono utenze attive (es. luce). In questo caso dovrai continuare a pagare la Tari. Lo stesso vale per acqua e gas, come precisa la pagina dedicata alle utenze domestiche.
I passaggi, in ordine
- Verifica le utenze. Prima di tutto controlla che luce, gas e acqua siano state chiuse o voltate al nuovo occupante. Se restano attive, la cessazione non viene accettata.
- Scegli il canale. Il Comune indica diverse modalità: procedure online, la richiesta deve essere trasmessa digitalmente mediante l'apposita procedura guidata online cliccando il pulsante "Richiedi il servizio"; a mezzo PEC, con l'invio dell'apposito modello, opportunamente compilato e firmato digitalmente; presso il Municipio, con la presentazione di un'apposita domanda.
- Online serve l'identità digitale: SPID (Sistema Pubblico per la gestione delI'identità Digitale), Carta identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
- Via PEC o mail il modulo va inviato a tassarifiuti@pec.comune.milano.it oppure a tassarifiuti@comune.milano.it, con nell'oggetto l'indicazione "TARI Dichiarazione (occupazione, variazione o cessazione)", l'anno del tributo e il codice fiscale, come riportano le pagine ufficiali del Comune.
- Allo sportello o per posta si può consegnare la documentazione al Protocollo Bilancio e Riscossione o al Protocollo Generale del Comune di Milano, oppure spedirla con raccomandata A/R al Servizio Tassa Rifiuti, via Silvio Pellico 16, 20121 Milano.
I documenti da portare
Per la domanda online basta l'identità digitale. Per PEC, mail o sportello serve invece: fotocopia della carta di identità o di un documento di riconoscimento equipollente, se l'istanza non è sottoscritta con firma digitale.
Se la dichiarazione arriva in ritardo, va dimostrata la data reale di rilascio dei locali. Si considera prova valida, secondo lo Sportello Digitale: se il tributo è stato assolto da altro soggetto subentrante a seguito di dichiarazione; la dimostrazione dell'avvenuta cessazione dell'utenza elettrica intestata allo stesso contribuente per l'immobile in questione; la presenza di un subentrate a seguito dell'avvenuta locazione (con contratto registrato) del medesimo locale a soggetto diverso dal contribuente; la lettera di disdetta del contratto di locazione, notificata al proprietario-locatore e copia del contratto di locazione, regolarmente registrato, oggetto di disdetta.
Quanto costa e quanto ci vuole
La dichiarazione di cessazione non ha un costo: è una comunicazione, non una pratica a pagamento. Per i tempi, lo Sportello Digitale è chiaro: la registrazione della comunicazione è immediata se presentata online entro i termini. In caso contrario, in caso di dichiarazione tardiva la cessazione potrà essere disposta con decorrenza dal primo giorno del bimestre solare successivo all'effettiva perdita della disponibilità del locale o area a condizione che il contribuente possa adeguatamente e oggettivamente documentarla e datarla.
Il termine da non perdere
Qui si gioca tutto: la dichiarazione di cessazione del possesso o detenzione deve essere presentata entro l'ultimo giorno del bimestre solare in cui il soggetto passivo ha perduto la disponibilità dei locali o aree, con effetto dal primo giorno del bimestre solare successivo. Milano fattura la TARI a bimestri: se esci di casa a marzo e presenti la domanda a giugno, paghi comunque fino a fine marzo (il bimestre in cui hai lasciato l'immobile), ma rischi di dover documentare tutto da capo per la tardiva.
Cosa va storto
L'errore più comune è pensare che il cambio di residenza basti da solo a chiudere la TARI: non è così, serve la dichiarazione specifica. Il secondo errore è dimenticare le utenze: se luce, gas o acqua restano intestate a te, la domanda di cessazione viene respinta e la tassa continua a correre. Il terzo è arrivare tardi senza prove: senza un documento che attesti la data effettiva di rilascio (disdetta del contratto, verbale di consegna chiavi, chiusura utenze), il Comune non riconosce la cessazione dalla data reale ma solo da quando presenti la domanda.
Per chi ha dubbi sul proprio caso, prima di inviare la documentazione conviene contattare il Contact Center del Comune al numero 02 02 02.


