Come cancellare la residenza a Milano: procedura, documenti e tempi
Chi si trasferisce all'estero deve chiedere la cancellazione anagrafica al Comune di Milano: modulo, PEC, documenti e tempi secondo il sito ufficiale.

- Chi va all'estero deve inviare il modulo di cancellazione via PEC a servizidemografici@pec.comune.milano.it con oggetto STR
- Chi si trasferisce in un altro Comune italiano non chiede nulla a Milano: la pratica parte dall'iscrizione nel nuovo Comune
- La cancellazione decorre dalla data di presentazione o di invio della PEC
- Esiste anche la cancellazione d'ufficio per irreperibilità, con effetti pesanti su voto e documenti
Chi lascia Milano per andare a vivere stabilmente all'estero deve chiedere la cancellazione anagrafica al Comune. Non basta fare le valigie: serve una dichiarazione formale, con un modulo preciso, e va inviata con un canale ben definito. Chi invece si trasferisce in un altro Comune italiano non deve chiedere nulla a Milano: la cancellazione parte in automatico quando ci si iscrive nel Comune di arrivo.
Chi deve farlo e chi no
Chi si trasferisce definitivamente all'estero deve chiedere la cancellazione anagrafica inviando una dichiarazione al Comune. La procedura cambia a seconda della cittadinanza:
- Cittadini italiani: chi si trasferisce all'estero e vi dimora per almeno un anno deve iscriversi all'AIRE, l'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero. Chi intende trasferire la residenza all'estero per un periodo superiore a dodici mesi può dichiarare il trasferimento direttamente al Consolato, oppure, prima di espatriare, può rendere tale dichiarazione al Comune italiano.
- Cittadini stranieri: devono usare il modulo di cancellazione anagrafica e inviarlo al Comune secondo le modalità indicate.
Chi invece cambia solo Comune restando in Italia non deve presentare domanda di cancellazione a Milano: la pratica si avvia iscrivendosi all'anagrafe del Comune dove ci si trasferisce.
I passaggi per chi va all'estero
- Scaricare il modulo per il tipo di dichiarazione da presentare dal sito del Comune di Milano.
- Compilarlo indicando lo Stato di destinazione e, se partono insieme, i familiari conviventi con i loro dati anagrafici.
- Allegare alla dichiarazione copia del documento di riconoscimento del richiedente e delle persone che trasferiscono la residenza unitamente al richiedente che, se maggiorenni, devono sottoscrivere il modulo.
- Il richiedente deve compilare il modulo per sé e per le persone sulle quali esercita la potestà o la tutela (figli minori compresi).
- Inviare tutto via PEC a servizidemografici@pec.comune.milano.it, indicando come oggetto del messaggio la sigla STR.
In alternativa alla PEC, il modulo nazionale prevede anche altri canali: presentarlo direttamente all'ufficio anagrafico del comune, oppure inviarlo per raccomandata, per fax o per via telematica. La via telematica, oltre alla PEC, è ammessa se la dichiarazione è sottoscritta con firma digitale, con la carta nazionale dei servizi, oppure se la copia della dichiarazione con firma autografa e la copia del documento d'identità vengono acquisite con uno scanner e trasmesse tramite posta elettronica semplice.
Quanto tempo ci vuole
La cancellazione della residenza in Italia decorre dalla data di presentazione o di invio della PEC. Non è quindi necessario attendere un ulteriore atto del Comune: la data che conta è quella in cui il modulo arriva.
Quanto costa
Sulle pagine ufficiali consultate il 12 ottobre 2026 non risulta indicato alcun costo per l'invio della dichiarazione di cancellazione anagrafica né per la sua ricezione da parte del Comune. Se in seguito serve un certificato di cancellazione anagrafica per dimostrare l'uscita dal registro — il documento ufficiale che attesta l'avvenuta cancellazione dalla popolazione residente del Comune di Milano, utile ad esempio per i trasferimenti all'estero — l'importo dell'eventuale bollo non è pubblicato nella pagina consultata: va chiesto allo sportello anagrafico al momento della richiesta.
Cosa va storto
- PEC inviata da un'email normale: per motivi di sicurezza il sistema non certifica le email ordinarie, quindi non è possibile spedire la dichiarazione da una casella di posta normale a una PEC; occorre possedere una casella PEC. Chi non ha una PEC propria deve usare uno degli altri canali ammessi (raccomandata, sportello, scansione con documento d'identità).
- Documento d'identità mancante o non firmato: se partono anche familiari maggiorenni, ciascuno deve firmare il modulo e allegare copia del proprio documento; manca uno di questi elementi e la pratica torna indietro.
- Dichiarazioni non veritiere: il modulo richiama l'art. 75 e 76 del DPR 445/2000, che prevedono la decadenza dai benefici e l'obbligo di denuncia all'autorità competente in caso di falsità.
- Confondere trasferimento in Italia e trasferimento all'estero: sono due procedure diverse, con moduli e canali diversi; usare quello sbagliato fa perdere tempo.
La variante d'ufficio: la cancellazione per irreperibilità
Esiste anche un caso in cui è il Comune a cancellare una persona, non su sua richiesta. Il Comune può cancellare una persona dai registri anagrafici quando questa risulta irreperibile nel corso di accertamenti ripetuti nel tempo, intervallati indicativamente nell'arco di diciotto mesi, dopo che il procedimento è stato comunicato al suo indirizzo conosciuto. Chiunque sia titolare di un interesse giuridicamente rilevante può segnalare l'irreperibilità di una persona, e non sono previsti costi per le segnalazioni inviate da cittadini.
Gli effetti, per chi viene cancellato così, sono pesanti: la perdita del diritto di voto, l'impossibilità di ottenere la certificazione anagrafica e/o il documento di identità, l'impossibilità di ottenere servizi di assistenza sanitaria. La posizione anagrafica potrà essere ripristinata solo attraverso una nuova richiesta di iscrizione. Per questo chi riceve un avviso di avvio di questo procedimento non deve ignorarlo: va risposto subito, perché dopo la cancellazione i disagi (banca, medico, pensione, voto) arrivano tutti insieme.


