Come pagare la tassa rifiuti a Milano: procedura, documenti e tempi
La TARI a Milano si paga solo con l'avviso PagoPA, in due rate: acconto il 10 luglio e saldo il 4 dicembre. Ecco come fare, passo per passo.

- Si paga solo con l'avviso PagoPA inviato dal Comune, mai con F24, MAV o bollettini generici
- Due scadenze nel 2026: acconto 10 luglio, saldo 4 dicembre
- Senza dichiarazione di occupazione l'avviso non arriva e il pagamento resta sospeso
- È possibile attivare l'addebito automatico (SDD) sul conto corrente
Chi deve pagare e come si fa
La TARI si paga con l'avviso che arriva dal Comune di Milano, non di propria iniziativa. Secondo la pagina ufficiale Tari come pagare, per il pagamento si usano i codici indicati nell'avviso, mai F24, MAV o bollettini. Chi riceve un avviso con date diverse da quelle ordinarie deve usare esattamente il metodo scritto su quell'avviso, non quello standard.
Paga chi occupa l'immobile, a prescindere dal titolo: proprietario, inquilino con contratto superiore ai sei mesi, o chi ha un comodato gratuito. Se l'affitto dura meno di sei mesi nell'anno, resta a carico del proprietario.
I passaggi, in ordine
- Dichiara l'occupazione, se sei appena entrato in una nuova casa: senza questa dichiarazione il Comune non può calcolare l'importo e l'avviso non arriva. Si fa online tramite il Fascicolo del Cittadino.
- Aspetta l'avviso di pagamento: secondo la pagina ufficiale Avviso di pagamento Tari, l'avviso riferito al saldo arriva tra fine ottobre e novembre, con scadenza di pagamento il 4 dicembre, e tiene conto dell'importo già pagato con l'acconto che aveva scadenza il 10 luglio 2026.
- Paga online su comune.milano.it/pagatari, sul Fascicolo del Cittadino, oppure dall'home banking della propria banca alla voce CBILL o PagoPA-IUV.
- Oppure paga di persona agli sportelli bancari, dal tabaccaio, in ricevitoria, ai bancomat abilitati o agli sportelli postali.
- In alternativa, attiva l'addebito automatico (SDD): si può inviare la richiesta di addebito SDD per la propria utenza Tari, per utenze intestate ad altra persona o per l'azienda rappresentata; l'importo viene addebitato in un'unica soluzione alla scadenza indicata nell'avviso, solo in caso di esito positivo da parte dell'istituto di credito.
Le due scadenze del 2026
| Avviso | Emissione | Scadenza |
|---|---|---|
| Acconto | fine maggio - fine giugno | 10 luglio 2026 |
| Saldo | fine ottobre - novembre | 4 dicembre 2026 |
Chi paga l'acconto, al saldo versa solo il debito residuo. Chi non paga l'acconto, al saldo versa l'intero importo dell'anno in un'unica soluzione.
I documenti da avere pronti
Per pagare serve solo l'avviso ricevuto, con i codici stampati sopra: non servono altri moduli. Per i pagamenti dall'estero, l'unica via è il bonifico sul conto della Tesoreria Comunale, indicando nella causale numero dell'avviso, codice fiscale o partita IVA, nome e cognome dell'intestatario e il tributo pagato.
Cosa va storto
L'errore più comune è pagare con F24 o bollettino postale generico invece che con i codici dell'avviso: il pagamento non viene riconosciuto e il debito resta aperto. Il secondo errore è non dichiarare l'occupazione entro i termini: senza dichiarazione il calcolo è impossibile e l'avviso non parte, ma il debito matura comunque e arriva poi come accertamento, con sanzioni e interessi. Se l'avviso non arriva, prima di ignorarlo conviene controllare sul Fascicolo del Cittadino se ci sono calcoli personalizzati in corso per una variazione recente di residenza, metratura o occupanti.
Per chi ha ricevuto un avviso di accertamento perché non ha pagato in tempo, il pagamento va fatto entro 60 giorni dalla notifica, oppure si può chiedere la rateazione.

